Uscirà il 27 agosto nelle sale italiane la pellicola del regista canadese Matt Johnson. Racconta l’estate travolgente del grande chef, quella che segnò le sue scelte.
Anthony Bourdain. In Italia, per lo più, di lui si è parlato molto dopo la tragica morte avvenuta il 7 giugno del 2018, quando il grande chef di fama internazionale era ancora legato sentimentalmente ad Asia Argento. Un evento che sconvolse il mondo. Era un uomo affascinante, di successo, molto si è ricamato e scritto su quella fine che, ovviamente, appartiene solo a lui. Il cuoco ribelle, l’instancabile viaggiatore sempre alla ricerca di novità, era diventato famoso con il libro Kitchen confidential- Avventure gastromiche a New York, in cui raccontava senza filtri i segreti dei più famosi ristoranti americani. Il testo divenne poi una serie, di scarso successo in patria, con Bradley Cooper nei panni di Bourdain. Ma l’elenco delle sue avventure non si ferma qui, ricordiamo, tra gli altri, il programma Viaggio di un cuoco, trasmesso nel nostro paese dal 2007, per finire con Cucine segrete, serie tv ancora visibile online. Intervistò persino l’allora presidente Obama in un ristorante vietnamita. Carismatico e spericolato, Bourdain è stato un precursore, ha inventato un genere portando il mondo della cucina sul piccolo schermo e legandosi profondamente al mezzo, tanto da essere sempre più lontano dai fornelli, una vera star della televisione capace di raccontare culture e società attraverso i piatti più prelibati. Un abile scrittore e comunicatore.
Di tutto questo non si troverà traccia nel film Tony-Diario di un giovane cuoco, che invece racconta l’estate risolutiva della vita di Bourdain, quella dei suoi diciannove anni, quando per inseguire un amore si spostò a Provincetown, una cittadina costiera del Massachusset, rinomata per le sue belle spiagge. Per sopravvivere fu costretto a lavorare e si ritrovò in un ristorante locale, diretto da uno chef intransigente ma carico di umanità, interpretato dal sempre convincente Antonio Banderas.
Storia di formazione
Nei panni del giovane ribelle c’è invece l’attore americano Dominic Sessa che entra perfettamente nel ruolo, restituendoci tutte le contraddizioni del personaggio, a partire dalla sua presunzione, le bugie che racconta sulla sua vita da scrittore, il rapporto conflittuale con la madre, donna colta e pretenziosa. La vicenda si ispira ai primi capitoli di Kitchen Confidential e ci spiega come fu che Bourdain scelse la strada della cucina e come modellò il suo carattere, lasciando l’università e finendo per iscriversi al prestigioso Culinary Institute of America. Con la testa perennemente china a lavare i piatti, Tony osserva l’eleganza composta di Banderas, ma anche l’arroganza di un suo collega di lavoro, un rude maschilista. Dovrà scegliere da che parte stare, imparando anche a preparare le ostriche.
“Volevamo fare un film sulla speranza – ha spiegato il regista, Matt Johnson – senza ridurre la vita di Bourdain al suo epilogo, vale a dire raccontare la sua curiosità, l’umorismo, l’insicurezza, la generosità, l’empatia, l’appetito per la vita, le contraddizioni e il desiderio costante di scoperta”. Una storia nella quale il regista, quarantenne, si è per certi versi riconosciuto, avendo trovato molte similitudini con le esperienze del giovane aspirante cuoco, soprattutto nel cammino per la ricerca della propria identità.
Appuntamento in sala dal 27 agosto.