Festa del Cinema di Roma. Nella sezione “Best of 2026” arriva il film interpretato da John Turturro, applaudito nei festival di tutto il mondo. Omaggio a New York e ai valori di un tempo
I brani musicali fanno tutti riferimento a New York, perché una storia così potrebbe accadere solo nella Grande Mela, come sottolinea anche il titolo del film The Only Living Pickpocket in New York, (L’unico borseggiatore che vive a New York). Un John Turturro, sempre credibile e affascinante, avvolto in un cappotto di tweed rigorosamente made-in-Italy, vaga per le strade della città, dal Bronx al Queens, passando per Chelsea dove lavora Warren, il detective con cui negli anni ha stretto amicizia, interpretato da Giancarlo Esposito, noto per aver lavorato nella serie televisiva Breaking Bad.
Quanta malinconia scorre insieme all’Hudson, quanti rimpianti. Warren avrebbe sempre voluto leggere Moby Dick, forse ci riuscirà in pensione e Harry Lehman, il borseggiatore interpretato da Turturro, si trova a fare i conti con le scelte del passato, anche in famiglia. Era un pickpocket temuto, sguardo attento, capacità di scrutare e scegliere la vittima, perfetta conoscenza dei meccanismi, ma ora i tempi sono cambiati, non è una vita facile per quelli come lui, sono rimasti in pochi. Cosa rubare più se i contanti sono una rarità, le carte di credito possono essere bloccate rapidamente, nessuno indossa gioielli di valore e si fa fatica persino a vendere i cellulari rubati che prendono subito la via della Cina? Il nostro poi ha un peso nel cuore, la sua compagna Rosie, ridotta a uno stato vegetativo. Turturro la cura, la pettina, la nutre, la fa uscire portandola ogni volta in braccio per le scale perché l’ascensore, come spesso avviene nelle case popolari, è perennemente rotto. Con il suo impegno spera di saldare il conto con la vita, ma rubare a Dylan, un giovanotto ricco e apparentemente inutile, si rivelerà un grave errore che rimette tutto in discussione.
Un atto d’amore
Confesso, ho amato questo film crepuscolare, la musica jazz e blues che fa da colonna sonora, il girovagare lento e disperato di Harry/Turturro per le vie della città. Vive come se il tempo si fosse fermato, non ha un cellulare, chiede indicazioni ai passanti, scrive appunti sulla manica, ignora totalmente le nuove tecnologie e quando si trova tra le mani un tesoro lo butta via, pensando sia portatore di virus. Dall’altra parte il futuro incalza, le telecamere nelle strade raccontano il suo volto alla famiglia del riccastro che lo cerca, il bip della scheda rubata regala la location del computer dove è stata vista, non gli è permesso sfuggire alla tecnologia, dovrà cercare un giovane, anzi una giovane per utilizzarla a suo vantaggio.
L’unico borseggiatore che ancora vive a New York, apprezzato in tutti i festival in cui è stato presentato da Berlino al Sundance, è il secondo film di Noah Segen che lo dedica ai suoi due figli, June ed Arthur. Un film dolce-amaro sul tempo che passa, un crime come non se ne fanno più, un atto d’amore per i thriller di una volta, per le vecchie, buone abitudini. Per quella New York di periferia così straordinariamente povera e umana, dove non tutti hanno necessariamente il cellulare.
Negli Stati Uniti il film uscirà il 23 ottobre, da noi ancora non si conosce una data ufficiale.