Condividi

di Rossella Santilli

Su Netflix il nuovo thriller firmato dalla regista indiana Anubhuti Kashyap, già autrice del film “Doctor G”. Questa volta al centro della storia una ginecologa, accusata di comportamenti sessuali e molestie verso una paziente. Un complesso cambio di genere

Eh sì, ‘’Accused’’ è un thriller di quelli che fino alla fine lasciano aperte varie ipotesi sulla vicenda. Ma è anche un film che apre diversi file sui rapporti interpersonali nel mondo del lavoro, dei sentimenti d’affetto degli amici, di quelli d’amore con il proprio partner.
E al di là della trama ben tessuta dalla regista Anubhuti Kashyap, nel corso della narrazione vengono dipanati scenari introspettivi.
Non si aspetta soltanto l’evolversi delle indagini alla ricerca della verità sulle accuse di molestie della ginecologa sul posto di lavoro – l’attrice  Konkona Sen Sharma non sempre all’altezza del ruolo, troppo isterismo in certi momenti – esplorate attraverso la caccia alla persona digitale che infanga la reputazione della professionista.
C’è, nella tensione crescente del thriller, la capacità narrativa che fa emergere la fragilità delle persone nella stagione dei social media, con tutte le difficoltà del sopravvivere alla gogna mediatica.

In crisi anche la coppia

Siamo a Londra, la storia è ambientata nel Chapelstone General Hospital . Le protagoniste, così come troupe e produzione sono di origine indiana, segno di una realtà sempre più multietnica. Geetika Sen, ginecologa in carriera, sposata con la collega Meera – l’attrice Pratibha Ranta, un po’ acerba nel suo ruolo – affronta le accuse infamanti che galleggiano tra verità e sospetti facendo i conti con il potere derivato dalla posizione dominante della sua professione, il dubbio di abuso di potere che da femminista ha sempre contestato agli uomini e il rispetto delle donne e degli uomini che con lei lavorano.
I dubbi della professionista lasciano aperti gli interrogativi:  le donne realizzate tendono a comportamenti maschili e maschilisti contro i quali hanno lottato.  Ed anche nel rapporto coniugale l’atteggiamento dominante ed esclusivo della ginecologa apre ad una riflessione per il futuro.
insomma, le due donne, Geetika e Meera, fino alla fine non si incontrano sulla strada del rispetto nella coppia, bensì del sospetto. E non era questo il filo del loro legame.
Un film che sulla scia del Me Too induce a pensare.