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Successo in Francia per la pellicola “Victor comme tout le monde” di Pascal Bonitzer. Un attore di teatro, innamorato del mostro sacro, si ritrova a fare i conti con il passato e una figlia che aveva abbandonato alla nascita. Ancora da definire la data d’uscita in Italia

Il fascino solenne di Victor Hugo, che in Italia ricordiamo soprattutto per I Miserabili; quello sempre verde di Fabrice Luchini, 74 anni, che abbiamo amato in film come Moliere in bicicletta, Nella casa o La corte. Grazie a quest’ultimo, undici anni fa, vinse la Coppa Volpi a Venezia: interpretava il ruolo di un temutissimo presidente di Corte d’Assise, alle prese con un amore del passato.

SULLE TRACCE DEL PASSATO

I due idoli francesi, l’intellettuale e l’attore, oggi dialogano insieme, a distanza, nel commovente Victor comme tout le monde, firmato da Pascal Bonitzer. Nella pellicola Luchini interpreta il ruolo di Robert Zucchini, attore di teatro innamorato di Hugo, tanto da mettere in scena uno spettacolo per rendergli omaggio. Ma il cuore della pellicola è il rapporto con la figlia, Lisbeth, che ha abbandonato alla nascita. La ragazza, poco più che ventenne, gli lascia dal fornaio un giornale con il necrologio della madre defunta. L’unica traccia per rintracciarla è il piccolo, vecchio, teatro che la giovane ha ereditato, dove ora recitano le sue amiche. Inizia così un viaggio alla ricerca del tempo perduto che porterà padre e figlia a visitare l’isola di Guernsey, sul Canale della Manica, dove Hugo ha vissuto quindici anni in una casa decorata personalmente, trasformata ai giorni nostri in un museo. E qui, una premonizione vincente, farà sì che i due riescano finalmente ad abbracciarsi con amore. Una premonizione, suggerita dal dramma di Hugo che perse la giovane figlia Leopoldine, annegata proprio in quelle acque. Un uomo come tutti, alla fine, come recita il titolo del film

OMAGGIO ALLA REGISTA SCOMPARSA

Tutto perfetto in questo pathos affettivo, dove fa la sua breve comparsa anche Chiara Mastroianni, nei panni della moglie di Zucchini. A interpretare Lisbeth è invece la convincente Maria Norbonne. Il progetto iniziale e la sceneggiatura sono di Sophie Fillières, attrice, sceneggiatrice e regista scomparsa tre anni, a 58 anni. Il regista Bonitzer, che è stato il suo compagno, lo ha realizzato, mentre i figli Agathe e Adam, entrambi registi hanno portato a termine l’ultima opera di Sophie Ma vie, ma gueule (in italiano La mia vita, la mia faccia) presentato alla Berlinale, due anni fa. Speriamo di vederlo presto in Italia, magari in versione originale. In Francia è già un successo.