In sala da oggi Brand new day, la nuova pellicola della saga interpretata da Tom Holland nei panni di Peter Parker. Un film sulla crescita e la ricerca di identità
Come ritrovare un vecchio amico. Arriva al cinema, oggi, Spider-man nel nuovo capitolo della saga dal titolo Brand new day ovvero “un giorno nuovo di zecca, un nuovo inizio”, quarto film della serie interpretato da Tom Holland. E sarà davvero un nuovo inizio per Peter Parker, alle prese con la solitudine del giustiziere, in una New York magica, raccontata anche dall’alto, con scene capaci di far provare le vertigini agli spettatori. Peter ha solo il suo lavoro, la sua missione, ha ridotto il tasso di criminalità in città ma paga un prezzo molto alto, anche fisico, per questa dedizione: ha perso la zia, May, cui continua a portare fiori sulla tomba, ha perso l’amore di Mj e l’amicizia di Ned. Loro non hanno più memoria del passato comune prima dell’università. Come raccontato nella precedente pellicola No way home, (andrebbe rivista o vista per la prima volta recuperandola online) l’incantesimo di Doctor Strange ha cancellato quei ricordi, la loro storia però è raccontata con dovizia di particolari in una lettera conservata generosamente da Peter. Quattro anni dopo Mj e Ned si sono laureati e tornano a vivere nella Grande Mela, Peter li segue sui social. E ama ancora Mj, interpretata da Zendaya, sua moglie nella vita reale. I due attori sono protagonisti in questi giorni anche della pellicola più vista del momento, Odissea di Christopher Nolan, rispettivamente nei ruoli di Telemaco, il figlio di Ulisse e della dea Atena. Insieme a loro, nel nuovo Spiderman, ritroviamo Mark Ruffalo, alias Bruce Banner/Hulk e Jacob Batalon ovvero Ned. Segreto, ma ormai non troppo, il bel personaggio interpretato da Sadie Sink.
Una pellicola intima
Due ore e venticinque di pellicola che non stancano, scene spettacolari di violenza e ragnatele che piaceranno, forse, ai più giovani, ma soprattutto ciò che conquista è il lavoro sulla crescita del personaggio, dal quale si evince anche la pericolosità dell’isolamento: da soli non si cresce, bisogna avere comunque delle figure di riferimento, un amico, un amore, persino una detective. Nessuno si salva da solo. Nelle altre pellicole, spiega il regista Destin Daniel Cretton che subentra a John Watts, Spiderman aveva sempre una splendida comunità intorno a sé, ora è solo, «è un Peter Parker più maturo, ma per altri versi è lo stesso Peter che tutti conoscono e amano.» La ricerca di un equilibrio tra lavoro e legami personali conclude Cretton è «la cosa più importante da cercare nella vita. Chi sei veramente è definito dalle persone che ti amano e dalle persone che ami.» Gli fa eco anche Zendaya: «Gran parte del film ruota intorno alla consapevolezza di Peter che è impossibile fare tutto da soli. Tutti hanno bisogno di una rete di supporto, specie se sei Spider-Man.»
Si tratta di una situazione emotiva nella quale è facile rispecchiarsi, almeno secondo Holland. «E’ ciò che accade nel mondo di oggi. Si avverte un reale senso di comunità. Peter lo comprende man mano che il suo percorso si sviluppa.» Del resto, viene da pensare, siamo nell’epoca ancora dominata dalla tecnologia, dove il diverso rappresenta un problema, un mondo alla ricerca di nuove basi per andare avanti. E poi, conclude Holland, questo nuovo capitolo della saga è un discorso sulla crescita. Il nostro, spiega sempre l’attore protagonista, «vive un’esperienza profonda e unica nel panorama dei supereroi. È una pellicola che racconta il momento in cui i giovani scoprono la propria identità e diventano adulti.»