Fa ridere e riflettere “The invite. Il piacere è tutto nostro”, il nuovo film di Olivia Wilde, remake di una pellicola spagnola. Con Penelope Cruz
“Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non ci si dovrebbe mai sposare.” La citazione, tratta da Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, ci introduce al film The Invite. Il piacere è tutto nostro ed è subito chiaro che il matrimonio di Angela e Joe cui si riferiscono le prime, frizzanti immagini, convive con i limiti di un sentimento spento nel tempo. L’uomo si sente un perdente, insegna musica in una scuola che non ama, ha pesanti e continui dolori alla schiena anche se trascina dal lavoro a casa, tra metropolitana e salite di San Francisco, una pesante bicicletta pieghevole; la donna ha perso amici e contatti lavorativi, vive per la casa e la figlia, una ragazzina di dodici anni che non vedremo mai, è a dormire da un’amica. Più che parlare litigano, non si ascoltano, vanno avanti per un principio di inerzia, non hanno più rapporti sessuali da un anno. A mettere a nudo i loro pensieri sarà una coppia di vicini, invitati a cena, Pina e Hawk, lei psicoterapeuta e sessuologa, lui atletico vigile del fuoco in pensione, appassionato di tappeti e massaggi. Tutto si svolge in un unico ambiente, l’abitazione di Angela e Joe, arredata con passione ossessiva dalla donna, ma non c’è un attimo di respiro, si ride tanto, si pensa e ci si confronta con la vita reale. Sceneggiatura perfetta, dialoghi scoppiettanti e profondi allo stesso tempo, interpreti straordinari, assolutamente credibili anche nella stravagante situazione.
Essere Oscar Wilde
Dicevamo della citazione di Oscar Wilde, guarda caso il film è firmato da Olivia Wilde. E no, non è un caso di omonimia e la regista non è parente del grande scrittore irlandese, si tratta di una scelta precisa di campo, Olivia ha scelto quel cognome come nome d’arte dopo aver interpretato, al liceo, L’importanza di chiamarsi Ernesto. E la pellicola, quinto remake del film spagnolo Sentimental, brilla per ironia e intelligenza, si ride continuamente, anche sulle nostre paranoie e pruderie, come sempre quando si parla di sesso che è ancora, per molti, un tabù. Quattro grandi attori tengono viva l’attenzione, ogni momento. La stessa Olivia Wilde e Seth Rogem interpretano Angela e Joe. A fare loro da contraltare la coppia formata da Penelope Cruz ed Edward Norton, rispettivamente Pina e Hawk. Assolutamente fantastica, come sempre Penelope Cruz, con parrucca bionda, il suo personaggio si ispira chiaramente alla psicoterapeuta belga Esther Perel, Pina la cita proprio nel film. La teoria della felicità della coppia per la studiosa è quella della giusta distanza, dell’equilibrio tra bisogno di sicurezza e novità. Fa tenerezza lo spaesato Joe, un tempo musicista di successo e oggi chiuso in una corazza anche professionale, mentre Hawk viene presentato sicuro di sé e vincente. Edward Norton è anche l’autore del monologo (di cui non spoilero il contenuto), assolutamente convincente, che va ad arricchire la storia. Fu lui a chiedere a Olivia Wilde di poterlo mettere in scena e lei accettò a scatola chiusa. «Non avevo idea di cosa avrebbe detto e quanto mi avrebbe emozionato – ha raccontato la regista – Con quella storia Norton, che è un grande professionista, riesce a portare gli spettatori da un piano a un altro. E Seth, con la sua risposta altrettanto improvvisata, fa lo stesso. Questo passaggio è diventato il punto cruciale del film, il nodo.»
Al suo terzo film Olivia Wilde convince e seduce. Ci saranno alcune anteprime tra il 1 e il 2 settembre, poi in sala dal 16 settembre. La Spettatrice lo consiglia vivamente.