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L’attrice bengalese Azmeri Haque Badhon, nota per il suo impegno in difesa delle donne, è stata assalita a Marghera. Ora ha un alloggio protetto al Lido

“La vita non è sempre così perfetta come le immagini che condividiamo sui social potrebbero far pensare. Ci sono cose dietro la cornice che non si vedono e va bene così. Ma io so una cosa per certa, nessuno potrà togliermi la felicità e i momenti di gioia per cui ho lavorato così duramente. Per favore, non ci provate. Perdereste.»

Lo scriveva qualche giorno su Instagram fa l’attrice bengalese Azmeri Haque Badhon, l’interprete principale del film The difficult bride (vedi la mia nota su questo blog, Venezia, quinta giornata: il corpo delle donne). Sulla stessa pagina il giorno dopo ha dovuto postare il video dell’aggressione subita a via Rizzardi, a Marghera, mentre si trovava in compagnia del fratello, della cognata e del nipotino di quattro anni. Era andata a cena con loro, dopo la prima della pellicola. Assalti e insulti sessisti, le hanno versato addosso della Coca Cola e poi lanciato delle uova. Tutto è stato ripreso, sia dagli aggressori sia dall’attrice. Il materiale è in mano alla Digos, queste simpatiche personcine dovrebbero avere le ore contate. Si tratta di connazionali di Azmeri, da sempre impegnata in prima linea per la difesa dei diritti delle donne.

Lotta alle ingiustizie

42 anni, dentista, Azmeri Haque Badhon è molto famosa, non solo in patria. Prima di Venezia era passata sul tappeto rosso a Cannes, interprete del film Rehana Maryam Noor (2021). L’estate di due anni fa si unì alla protesta di registi, attori, fotografi e artisti contro la repressione delle contestazioni studentesche a opera del governo. Un po’ come è successo in Iran, morirono migliaia di giovani che protestavano contro le quote di assunzione nella pubblica amministrazione. Le proteste portarono alla fuga della prima ministra Sheik Hasina. E gli aggressori dell’attrice le contestano proprio questo, l’hanno definita “combattente di luglio”. Sono sostenitori dell’Awami League di cui era leader proprio la prima ministra. L’hanno minacciata per il futuro, anche per la sua strenua difesa dei diritti delle donne.

«Gli artisti non sopportano le ingiustizie- ha detto Azmeri Haque Badhon, dopo l’aggressione- Loro dicono che le donne del Bangladesh sono al sicuro con loro. Ora lo saprà tutto il mondo. Perché avete aggredito in questo modo un’attrice che è venuta a un festival cinematografico internazionale portando un film, e ne siete persino orgogliosi.»

Ad Azmeri è arrivata la solidarietà del mondo politico locale e internazionale, il ministro degli Esteri bengalese ha definito l’aggressione “un attacco alla democrazia”. Una solidarietà anche concreta, per ora vive in un alloggio protetto offerto dalla Mostra. Ha denunciato l’accaduto, la comunità bengalese è dalla sua parte, ha condannato il gesto.