Da non perdere il film d’esordio di Kristen Stewart, pellicola potente ispirata all’autobiografia di Lidia Yuknavich, interpretata da Imogen Poots
Un film potente che ti scivola dentro mentre parla di abusi e creazione, di padri violenti e parole che arrivano come dono salvifico, di sangue femminile e voglia di riscatto. La cronologia dell’acqua non ti lascia un momento di respiro e ti trascina in un vortice che ha il volto e il corpo dell’attrice britannica Imogen Poots, assolutamente perfetta, capace di dare vita a una indimenticabile Lidia Yuknavich, dal cui memoir omonimo è tratto il lavoro. Divisa in cinque capitoli, la pellicola segue la vita della scrittrice americana dall’infanzia all’età adulta, quando finalmente riesce a crescere il suo bambino. La ragazzina che nuotava per salvarsi la vita, il primo matrimonio, il lutto per la figlia nata morta, l’università, la scrittura, l’incontro con Ken Kesey, l’autore di Qualcuno volò sul nido del cuculo, una specie di padre adottivo. È lui che la consacra e la spinge a trovare la sua voce: “You can write, girl”, (Puoi scrivere, ragazza), è con lui che realizza un famoso progetto di scrittura collettiva nell’università dell’Oregon, quando insieme ad altri studenti diedero vita al romanzo Caverns. A portarlo in scena è un sorprendente Jim Belushi.
Raccontare segreti è liberatorio
La cronologia dell’acqua, presentato lo scorso anno a Cannes, nella sezione Un Certain Regard, è il film d’esordio alla regia dell’attrice statunitense Kristen Stewart, diventata famosa per il ruolo di Bella nella saga di Twilight, ma anche per aver interpretato Lady Diana in Spencer. Kristen ha impiegato otto anni prima che il lavoro decollasse, scrivendo e riscrivendo la storia, cercando di dare contorni precisi alla sceneggiatura, in modo che diventasse effimera e neurologica come la memoria. Girato in 16 millimetri, «è un invito a guardare la bruttezza, a confrontarsi con la vergogna e a riconoscere che il nostro corpo e la nostra storia ci appartengono» ha detto Stewart. «L’esperienza femminile è spesso nascosta. Ci viene insegnato a tacere. Raccontare segreti è liberatorio. Spero che il pubblico esca dal film comprendendo che riappropriarsi della propria voce- attraverso la scrittura, l’arte o il racconto- è un atto di potere radicale.»
Trovare la propria voce
Kristen è rimasta colpita dal libro di Lidia Yuknavitch sin dalle prime pagine, si è sentita attraversata da una corrente elettrica e ha voluto conoscere la scrittrice che dice di amare e che va assolutamente riscoperta. «Ci sono voci che ti aiutano a trovare la tua. L’arte dovrebbe aprire possibilità» ha commentato Kristen Stewart. Non a caso il film si chiude con queste parole: «Il segreto è inventarsi delle stronzate. Non sto dicendo cazzate quando dico questo. Entra. L’acqua ti sosterrà.»