In concorso nella sezione Orizzonti il film “Moragheb -Falling house” del regista Mohsen Gharaei. Potente metafora sulla condizione di donne e uomini in Iran
Potente, straziante, bellissimo. Moragheb-Falling house, in concorso a Venezia nella sezione Orizzonti, è una metafora a più livelli della condizione delle donne e degli uomini in Iran. Una favola nera che mette i brividi, nella quale casa, prigione e famiglia finiscono per coincidere. Al centro della storia Rashid, guardia carceraria apparentemente bonaria e gentile, ma con evidenti problemi alimentari e di salute. L’uomo sta vivendo un momento particolarmente difficile, rischia di perdere il lavoro e deve lasciare la casa in cui vive con la famiglia alla periferia di Teheran, l’abitazione sarà demolita per costruire un’autostrada. Quando scopre che la figlia maggiore Ensi sta per partire per la Turchia con un contratto come modella, perde letteralmente la ragione. Finirà per trasformare la casa in una prigione, in un’escalation di violenza di cui, forse, nemmeno lui si credeva capace, un clima claustrofobico che ricorda molto da vicino quello raccontato da Mohammad Rasoulof in un altro film iraniano: Il seme del fico sacro.
Generazioni a confronto
Rivendica il diritto ad avere un corpo Ensi, una ragazza di ventiquattro anni costretta a posare con lunghi guanti per non mostrare le braccia e a coprire il collo con una sciarpa per non incorrere nella censura. Rivendica il potere sul corpo della figlia Rashid, la sua autorità non può essere messa in discussione. Lei non può mostrarsi, non può andare all’estero, sentenzia il padre che non accetta nessuna mediazione, nessun dialogo. La ragazza non si piega, cerca in ogni modo di scappare per realizzare il suo sogno. Si è piegata, negli anni, invece sua madre, chiusa per ore in un sottoscala perché aveva indossato una giacca troppo attillata. Ha persino pensato che fosse colpa sua. Guarda avanti la sorellina più piccola, nell’epoca dei social vede già davanti a sé un futuro diverso. Quanto impiegherà la casa prigione per essere distrutta? Quanto ancora dovranno lottare le donne per veder rispettati i loro diritti? La risposta la darà la storia.
Perfetti gli interpreti: Farhad Aslani è il dolente padre padrone, Laleh Marzban la bella e disperata Ensi, mentre Rima Raminfar ed Elena Khakbazan sono rispettivamente la madre e la sorellina più piccola.
Speriamo di vederlo presto nelle sale cinematografiche italiane.