La storia commovente di Jim Morrison, il primo a scendere con gli sci dal versante nord dell’Everest. Anni di lavoro per preparare l’impresa dedicata alla compagna Hilaree
«La mia arte è mettere un piede dopo l’altro, pensare a tutte le cose belle che ho davanti a me, ringraziando per ciò che ho avuto nella vita. Ho subito anche molte perdite, la montagna mi ha restituito tanto.» Jim Morrison, solo per un caso omonimo dello scomparso cantautore americano, è emozionato e felice di essere qui, a Venezia. C’era già stato con la moglie, in passato, prima di andare a “passeggiare” sulle Dolomiti. Come un pittore che dipinge la tela, così lui vive per la montagna, è un professionista che deve e vuole portare avanti il suo sogno. A ottobre dello scorso anno c’è riuscito e ha compiuto un’impresa epica: ha scalato la parete nord dell’Everest, considerata la scalata più difficile e pericolosa della montagna, poi è sceso con gli sci, il primo al mondo a compiere questa impresa. Unica nel suo genere. «Per fare questo ci vuole passione, una preparazione, un’esperienza che dura tutta la vita. Bisogna affrontare il rischio: a 8800 metri di altezza sei solo, devi mantenere tutta l’attenzione possibile. Non puoi sbagliare» spiega Jimmi Chin, regista e produttore della pellicola Everest: The other side, insieme a Elizabeth Chai Vasarhelyi. Si tratta di una coppia collaudata e baciata dall’Oscar nel 2018 per il documentario Free solo. Hanno lavorato con un gruppo di atleti scalatori, arrampicatori, capaci di studiare il meteo, scegliere i tempi giusti per l’azione e mantenere la lucidità necessaria per effettuare riprese perfette.
Ritrovarsi in vetta
Riprese che ti trascinano in questo mondo ancora incontaminato e poco esplorato. Non amo e non frequento le montagne, eppure sono rimasta incollata allo schermo, letteralmente affascinata dalla suggestione delle immagini e dalla storia di quest’uomo e della sua complessa preparazione all’impresa. Non si tratta solo di tecnica, esercizio e preparazione atletica, dietro ci sono sentimenti, ansie, paure e dolori, quelli di Jim e della sua compagna Hilaree Nelson, anche lei appassionata di montagna, anche lei con il sogno di arrivare sulla vetta. Riuscirci insieme sarebbe stato il coronamento di un grande amore, sfortunatamente Hilaree ha perso la vita, travolta da una valanga a Manaslu, nel 2022, proprio mentre si stavano preparando all’impresa.
Il dolore, la perdita sono l’altra faccia della vita di Jim, che prima di dover dire addio a Hilaree aveva già subito un altro lutto devastante, la morte della moglie Katie e dei loro due bambini, Hannah e Wyatt in un incidente aereo in California nel 2011. Il rapporto con la natura, la montagna lo hanno aiutato a superare questi drammi e persino a trovare una certa armonia con le persone scomparse, a sentirle ancora vicine. Si guarda il mondo in un altro modo dall’alto delle montagne, lo dice anche Hilaree nel documentario. Jim ha sparso le sue ceneri sulla vetta dell’Everest, prima di scendere e di dedicarle “la discesa più audace della storia dello sci”, come l’ha definita National Geographic.
Il documentario arriverà nelle sale il 30 ottobre.